Sessualita e ancora un tabu

Sessualità: il Puglia è ancora un tabù parlarne con medico e partner

Da un anno in Puglia, oltre 300 tra andrologi, ginecologi, medici di famiglia e farmacisti sono in rete nel tentativo di offrire alle coppie pugliesi diagnosi migliori e un’assistenza a 360° in tema di salute sessuale.

La salute sessuale della coppia è centrale

L’idea di una maggior collaborazione e di un filo diretto permanente tra specialisti della sessualità da un lato e medici di famiglia e farmacisti dall’altro, ha l’obiettivo di colmare quel deficit di comunicazione responsabile di diagnosi imparziali e di innalzare il livello di attenzione sulla salute sessuale in Puglia. Un primo punto sull’andamento del network degli specialisti della sessualità è stato fatto la scorsa settimana a Bari, durante l’incontro sul tema “La salute sessuale della coppia”.

Sessualità in Puglia: ancora un tabù

Il lavorare in rete ha anche permesso di capire più in profondità il modo in cui i pugliesi vivono la propria sessualità e di raccogliere alcuni interessanti dati sul comportamento sotto le lenzuola delle coppie pugliesi.

Dai dati raccolti dagli specialisti pugliesi, sembrerebbe che la sessualità in Puglia sia ancora un tabù: poco se ne parla, sia con i propri medici di riferimento che, soprattutto, con il proprio partner.

38% delle coppie ricorre al “coito interrotto”

Dai dati si evidenzia anche che uno dei primi effetti di questa scarsa comunicazione sulla propria sessualità, sia con medici che con il partner, porta al bassissimo ricorso a sistemi contraccettivi. Il coito interrotto, prassi assolutamente sconsigliata, risulta praticato addirittura dal 38% delle coppie in Puglia.

Abbattere le barriere culturali sulla sessualità

Le barriere culturali sulla sessualità devono essere superate, dicono gli specialisti. Il paziente deve essere in grado di parlare apertamente con il proprio medico della propria sessualità perché a volte un problema che si presenta in camera da letto può essere la spia d’allarme di patologie ben più serie. Ad esempio una o più defaillance consecutive possono essere il sintomo di problemi cardiovascolari. Le donne che non prendono alcun contraccettivo orale dovrebbero essere in grado di discuterne apertamente con il proprio medico per valutare le varie opzioni al giorno d’oggi disponibili, che hanno molti meno effetti collaterali di una volta. O, ancora, parlare con il proprio medico delle proprie difficoltà di erezione, potrebbe portare alla prescrizione di un farmaco anti-impotenza, che non solo migliorerà la vita sessuale, ma anche il benessere generale della persona, essendo stato dimostrato che questo tipo di farmaci hanno anche un effetto anti-invecchiamento.

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