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Omega3. Non è un codice segreto

Ci risiamo! Dopo i fermenti lattici, pardòn!, probiotici, prebiotici e simbiotici, che da timide fialette post diarrea sono diventati la panacea di tutti i mali che ci curiamo da autodidatti, adesso tocca agli Omega3, ovvero DHA e EPA.

I nomi sono difficilissimi, quasi degli scioglilingua, ma appartengono alla famiglia degli acidi grassi polinsaturi; si sintetizzano nel nostro organismo a partire dall’acido linolenico, introdotto con la dieta.

Già la dieta! Quella del pesce, quella degli eschimesi, che non soffrono di colesterolo. Nati infatti per combattere questo fattore di rischio nelle malattie cardiovascolari, gli Omega3 sono letteralmente dilagati in tutti gli integratori.

Trovata una sostanza che fa bene, ed è provato scientificamente, utile e necessaria per savaguardare la nostra salute, la sua presenza ovunque sembra svilire la sua funzione.

In ordine per così dire cronologico li ritroviamo: negli integratori per la gravidanza; in questo particolare periodo la madre trasferisce parte del suo DHA al feto, per un corretto sviluppo cerebrale.

Ma se la gestante si nutrisse correttamente?

Nei neonati ecco spuntare le gocce di DHA che si ritrovano anche nei latti artificiali, perché sembra che così migliori il quoziente intellettivo in test attitudinali effettuati in alcuni bambini di 7 anni. Bastasse questo ad incrementare l’intelligenza, avremmo tutti figli prodigio.

Sempre per i bambini, nonché anziani, affetti da pelle facilmente arrossabile o secca, ecco tutta una linea appropriata di prodotti con Omega3.

Ad uso e consumo degli adulti li ritroviamo negli integratori per la bellezza della pelle, per la salute degli occhi, contro la caduta dei capelli, per la sindrome premestruale, per la menopausa, e persino nella maionese, così da assolverla dal suo peccato originale.

Manca solo che ci dicano di imbalsamare il caro estinto con questi acidi grassi per conservarlo nell’eternità!

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