Obesità, fertilità

Obesità, fertilità e fertilizzazione in vitro

Donne affette da obesità: per loro la fertilizzazione in vitro ha meno probabilità di riuscita

Secondo uno studio condotto dal Brigham and Women’s Hospital di Boston e pubblicato in questi giorni dalla rivista Obstetrics & Gynecology, le donne affette da obesità che si sottopongono alla fertilizzazione in vitro hanno meno probabilità di rimanere in cinta rispetto alle donne in normopeso.

Questo studio quindi non fa altro che confermare una realtà già sostenuta da molti medici e ginecologi, ovvero che le donne affette da obesità hanno problemi di fertilità, in quanto i chili in eccesso influenzano inevitabilmente la capacità di riproduzione.

Normalizzare il peso corporeo aumenta le probabilità di rimanere incinta

Alla luce delle nuove conferme è quindi necessario informare le donne con problemi di obesità dei rischi che corrono e delle difficoltà che incontreranno se decideranno di avere un figlio. L’obesità infatti rende la fecondazione assai difficoltosa e affinché si possano avere maggiori probabilità di rimanere in cinta è indispensabile normalizzare il peso corporeo attraverso diete efficaci ma equilibrate e attraverso i trattamenti farmacologici, ove necessario.

I medici sottolineano che la perdita di peso in donne affette da obesità non solo aumenta le possibilità di rimanere in cinta attraverso la fertilizzazione in vitro, ma che una gravidanza diviene più fattibile anche senza dover ricorrere a tecniche di fertilizzazione.

Gli studi in merito alle difficoltà di rimanere in cinta per le donne affette da obesità, non solo evidenziano l’esigenza di una normalizzazione del peso corporeo, ma portano anche a fare le dovute valutazioni sull’importanza sia di non essere in sovrappeso, sia sull’importanza di non essere sottopeso. Insomma che si sia affetti da obesità o da anoressia, il rischio è comunque quello di non riuscire a rimanere in cinta.

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