Ginseng

Il millenario ginseng: perchè c’è scarso interesse terapeutico?

Il ginseng, questo sconosciuto! E’ proprio il caso di dirlo, perché non sappiamo a chi dare retta.

Infatti una revisione sistematica, ovvero un riassunto degli studi clinici, riportato dal Bollettino d’Informazione sui Farmaci (5/08 – pag. 215), mette alla gogna questa plurimillenaria pianta, dicendo che la sua efficacia terapeutica è limitata e che presenta, oltretutto, rischiose interferenze.

Orbene, questa notizia è stata un po’ come una caccia alle streghe: mettiamo sul banco degli imputati il ginseng perché lo conosciamo, anche se adesso lo troviamo inflazionato, persino nel caffé corretto e nei chewing gum, ma questa è un’altra storia.

La storia di questo post è invece che qualche elemento della revisione non sembra del tutto chiaro.

Infatti, la prima puntualizzazione riguarda gli effetti attribuiti al ginseng, nella revisione: proprietà sedative, ipnotiche, afrodisiache, antidepressive e diuretiche, utilizzato per migliorare la concentrazione e la vigilanza.

Come? Ma se è un sedativo come può aumentare la vigilanza?

E poi, chi ha mai usato il ginseng come sedativo? Anzi, semmai è un tonico ed adattogeno, cioè una sostanza che innalza la resistenza fisica allo stress ambientale, adattando l’organismo a condizione di carico straordinario (definizione di Lazarev 1947 e Brekhman 1969).

Inoltre è stato detto che non c’è garanzia di innocuità, ma tutti i testi attuali di fitoterapia, che siano degni di questo nome, riportano gli effetti collaterali e le controindicazioni (Dizionario di fitoterapia e piante medicinali – E. Campanini).

E poi, sostiene il centro studi Sowen, la più antica scuola di agopuntura in Italia, nella bibliografia non c’è un confronto con un qualsiasi testo di farmacologia cinese.

Così ci ritroviamo sempre di fronte la guerra tra scienza farmacologica e MNC (Medicine Non Convenzionali), anziché trovare una via d’incontro e di integrazione per superare le contrapposizioni.

In mezzo ci sono gli apprendisti stregoni e quelle ditte che sulle bancarelle e nei supermercati espongono integratori di dubbia provenienza e scarsa efficacia, quando non sono dannosi.

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