Le pomate e gel

Le pomate e i gel scorrono nell’acqua delle docce

Tutto scorre! Ma proprio tutto.

Sia che si tratti di acqua a getto rapido e rivitalizzante della doccia, sia quella rilassante della abluzioni del bagno, il risultato ottenuto da chi l’analizza è lo stesso: nelle acque chiare finiscono molti principi attivi farmacologici incorporati nei gel, pomate, unguenti, lozioni e cerotti.

Già conoscevamo l’inquinamento ambientale dei metaboliti dei farmaci, eliminati attraverso le fogne delle nostre città, gli antidepressivi, gli antibiotici, la pillola, le droghe.

Adesso arriva questo delle docce, evidenziato da uno studio presentato  al Congresso annuale della American Chemical Society (ACS) a San Francisco.

Gli studiosi, coordinati da Ilene Ruhoy dell’Institute for Environmental della Touro University in Nevada, hanno trovato tracce di farmaci attivi somministrati per via locale, ritenedoli anche più pericolosi di quelli eliminati attraverso le urine, perchè sono praticamente inalterati.

I ricercatori suggeriscono di usarli per il minor tempo possibile e di non superare le dosi consigliate.

A questo punto la domanda legittima è la seguente: ma allora sono veramente utili le pomate e i cerotti tanto reclamizzati per i dolori, i muscoli e le infiammazioni se i principi non sono assorbiti, ma scivolano via tanto bene insieme ai nostri soldi nell’acqua tiepida della doccia?

Lo sa bene la tecnica farmaceutica quanto sia complesso rispettare tutti i parametri dei quali occorre tenere conto affinchè ci sia la possibilità che il principio abbia una qualche funzione in profondità; per esempio, la zona della superficie corporea scelta (inguine, collo, viso, ascelle sono le parti che assorbono di più), così come  l’età e l’idratazione della pelle incidono non poco sulla penetrazione del farmaco, ma anche le dimensioni delle molecole, il veicolo usato, il coefficiente di ripartizione tra le sostanze acquose e le sostanze grasse.

Per questo allora gli studiosi di questa scoperta chiedono alla ricerca di continuare a mantenere l’impegno ad approntare sistemi di somministrazione locale più efficace per un’assorbimento rapido del principio e soprattutto in maggiore quantità.

Indirettamente vorranno forse suggerire che le pomate attuali hanno un effetto quasi placebo oppure uguale a quello di una crema antirughe sul viso della befana?

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