La malva

La Malva: dalla tradizione popolare alla fitoterapia

La malva, già conosciuta nella tradizione popolare svela le sue proprietà nell’esofagite da reflusso, come potenziale nutraceutico e nella cosmesi.

Ce la ricordiamo come decotto nelle pagine del calendario di Frate Indovino oppure nell’uso popolare per gli ascessi dentari od ancora la conoscono bene coloro (e sono numerosi) che ricorrono ai simpatici ‘microclismi’ con glicerina e camomilla.

  • E’ la Malva Sylvestris, quella che ‘come verdura da tavola è appena degna dei Trappisti’.
  • Sì come verdura commestibile, ma come rimedio fitoterapico gode invece di un bel prestigio.
  • Pianta di strada che cresce lungo i bordi delle stesse, o nei campi incolti, scala ufficialmente le vette di molte farmacopee fin dal secolo scorso per le sue proprietà emollienti.
  • Fitoterapia 33 ci dice che le foglie contengono il 5-10% di mucillagini, ai quali si deve l’attività antinfiammatoria locale.
  • Le mucillagini hanno la capacità di aderire alle mucose, esercitando un’azione lenitiva.
  • Come estratto acquoso, i fiori di malva alleviano i sintomi delle malattie da raffreddamento, favoriscono l’espettorazione dei catarri, ma riescono anche a calmare la tosse.

E quando il nostro stomaco è in fiamme, come ci mostrano tanti spot, prima di scomodare i pomposi PPI (inibibitori della pompa protonica come l’omeprazoloo il pantoprazolo) nella fastidiosa esofagite da reflusso, pensiamo alla tenera e modesta Malva.

Essa può svolgere un effetto protettivo ricoprendo la mucosa gastrica di un tappeto mucillaginoso che argina gli attaccchi di agenti aggressivi.

Continua tutt’oggi ad essere oggetto di studio la pianticella di campo e, sebbene ancora in fase preclinica (esperimenti in provetta), le sue foglie sembrano mostrare un’importante attività antiossidante, attribuita ai flavonoidi e alla presenza di vitamina C, vitamina E, betacarotene.

Potrebbe diventare anche un buon nutraceutico per il contenuto in acidi grassi insaturi e minerali. Recentemente è stata dimostrata un’azione significativa dell’estratto secco di foglie di Malva nel ridurre il diametro di ferite, quando già la tradizione popolare la usava come impacco.

Le mucillagini, suoi cavalli di battaglia, trovano impiego per le proprietà idratanti, emollienti e disarrossanti cutanee, ingredienti di prima scelta per la preparazione di cosmetici per pelli secche e delicate. Rientrano nelle formulazioni di creme, latti detergenti e maschere rinfrescanti ed idratanti, prodotti dopo sole e collutori ad azione decongestionante e lenitiva sulle mucose.

E poi ha davvero un impiego a 360° in shampoo, bagnoschiuma e detergenti per l’igiene intima, dove le mucillagini riducono l’azione irritativa della base schiumogena.

Ed in gravidanza? La si può usare in tutta tranquillità.

La Commissione E tedesca (quella della fitoterapia) e l’American Herbal Products Association non riportano controindicazioni.

Non sono riportati casi di tossicità o rischio reale, anche se l’uso prolungato può ridurre l’assorbimento di farmaci assunti insieme per via orale.

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