La lunga strada del DNA

La lunga strada del DNA ama (poco) i farmaci innovativi

Dalla scoperta della struttura a doppia elica del DNA nel lontano 1953, che valse il premio nobel per la medicina nel 1962 a Watson e Crick, alla rivoluzionaria cellula nella quale è stata iniettato un DNA creato in laboratorio che ha sostituito quello originario della cellula stessa, ci sono circa 60 anni di svariati e bizzarri utilizzi della scoperta del codice genetico.

A torto o a ragione è un sistema che ha consentito il riconoscimento o disconoscimento di paternità, con relativa crisi di identità dei poveri figli, inchiodati dall’inesorabile DNA, è una sequenza che ha permesso di ricostruire mammuth e dinosauri, di studiare le mummmie egiziane per sapere più o meno inutilmente se un faraone era stato ucciso o se era morto di morte naturale, tante le volte che così si fosse cambiato il ciclo della storia, di evidenziare tracce di assassini da parte della polizia scientifica, quasi più mirate a far volatilizzare i colpevoli che assicurarli alla giustizia, perchè si sa leggerlo, ma non interpretarlo questo DNA.

Ed ancora lo si impiega per riesumare corpi da fosse comuni o sepolcri abbandonati per poi attribuirlo a personaggi storici, come è accaduto di recente per Niccolò Copernico, il grande astronomo che comprese come il sole fosse al centro del nostro sistema e non al terra.

Dal DNA di un capello ritrovato all’interno delle pagine di un libro appartenente alla sua biblioteca e confrontato con il DNA ritrovato in una tomba senza iscrizione, lo scienziato è assurto agli onori della Chiesa che gli ha concesso degna ed onorata sepoltura.

Quello che si evince è che il DNA, partito da ricerche mediche e biologiche, è diventato uno strumento di indagine che ha toccato in modo eclatante la storia, l’archeologia, le indagini scientifiche di polizia, ma quello che forse doveva essere il suo campo principe, la ricerca terapeutica, lo ha appena sfiorato.

Dove sono i farmaci innovativi che potrebbero curare e guarire una malattia, andando a scavare fino all’origine della patologia stessa e non solo controllarla come fanno i farmaci attualmente disponibili?

La scoperta dei meccanismi biologici fa passi da giganti, accanto alla lunga strada del DNA, pensiamo anche ad esempio all’apoptosi, cioè alla morte programmata di una cellula, ma la ricerca clinica di nuove molecole dove si nasconde? Nei maeandri delle terapie già conosciute.

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