Il timido ibisco

Il timido ibisco e l’effetto sul colesterolo

Chi ha il pollice verde lo conosce per i suoi fiori dai colori delicati, rosa, rossi, striati, con sfumature venate, vividi e tenui. Chi ama le bevande naturali e dissetanti nei lunghi pomeriggi estivi, lo conosce come carcadè, guarnito con una fetta di arancio e ghiaccio.

Ma il fiore è sempre lo stesso, l’ibisco.

La delicatezza del suo fiore, amante del caldo e del sole, gli consente una vita assai breve, un giorno, a dispetto delle sue proprietà curative, oggetto di studi che ne hanno scoperto l’effetto nella sindrome dismetabolica.

Infatti uno studio pubblicato sulla rivista Phytomedicine conferma l’attività ipotensiva, anche se lieve, dell’estratto di Hibiscus sabdariffa e ne dimostra l’efficacia nei pazienti dislipidemici con sindrome metabolica.

Insulinoresistenza, obesità, ipertensione e dislipidemie sono associate alla sindrome metabolica, stadio clinico che può evolversi in coronaropatia e diabete.

Le proprietà antipertensive e ipolipidemiche degli estratti acquosi di ibisco erano già note, mentre questo nuovo studio ha valutato gli effetti dell’estratto secco d’ibisco, da solo e insieme alla dieta, sui profili lipidici di soggetti con e senza sindrome metabolica.

Dopo un mese di trattamento con 100 mg al giorno, i pazienti con sindrome metabolica hanno visto ridursi i livelli di glucosio e di colesterolo totale, aumentare il colesterolo Hdl.

Nel gruppo in terapia anche con la dieta si è osservato un addizionale effetto di riduzione dei trigliceridi, presente anche nei soggetti senza sindrome metabolica e trattati solo con l’estratto di ibisco.

Una statina naturale che potrebbe fare  concorrenza leale a quelle di sintesi con … scarsa pace dei grandi produttori dei farmaci anticolesterolo.

Phytomedicine 2010;17(7):500-5

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