Asma e rughe

Asma e rughe si curano con la stessa sostanza

A dire acido ialuronico si fa presto, tutte le signore e signorine lo conoscono, almeno di fama se non clinicamente. L’appellativo con il quale è più conosciuto è quello di antirughe e non manca certo la pubblicità di centri estetici che praticano i famosi filler, ma è noto anche in ortopedia e in oftalmologia.

L’acido ialuronico è però ancor di più balzato agli onori della cronaca per un uso più specifico come antiasmatico. Yabro, questo è il suo nome commerciale, sul mercato da pochissimi mesi come dispositivo medico, in fiale per aerosol.

Questa brillante intuizione, poi sperimentata e brevettata, si deve a due professori del Policlinico di Milano, Luigi Allegra, direttore dell’Istituto di Malattie dell’apparato respiratorio dell’Università degli studi di Milano e Giuseppe Petrigni, già direttore dello stesso Istituto.

La novità del brevetto sta nel fatto che una sostanza banalmente fisiologica diventa scientificamente innovativa.

Sì, perché l’acido ialuronico è un componente fondamentale del tessuto connettivo umano che ha la funzione di trattenere l’acqua e che dopo avere compiuto i 30 anni comincia a diminuire: ecco che infatti appaiono come indicatori quegli inestetici solchi della pelle. Ora si può pensare, sostiene il prof. Petrigni, di reintrodurlo nel nostro corpo come preventivo anche di molte altre malattie: per esempio, potrebbe essere una barriera difensiva contro le famose polveri sottili PM10 o per il fumo, a livello polmonare.

Potrebbe perciò rallentare l’invecchiamento e quindi la malattia.

L’efficacia, sostiene il prof. Allegra, dipende tuttavia da un preciso peso molecolare (800-1000 Kilodalton) e corrisponde ad una precisa concentrazione pari allo 0,3% nella soluzione salina necessaria per l’aerosol. Bene, ma tutte le medaglie hanno un rovescio e, in questo caso, riguarda appunto la modalità per fare la nebulizzazione.

Molti cittadini chiedono se si può aggiungere la soluzione fisiologica: penso proprio di no, altrimenti varia la concentrazione. Chiedono anche se può essere associato ad altri medicamenti e quale tipo di apparecchio va utilizzato.

Certo, se prima di mettere un prodotto in commercio la ditta produttrice informasse il medico e il farmacista sarebbe molto molto più professionale!

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